Cronache di gioco giocato: Memoir ’44

1945. 14 Aprile. Notte.

La guerra in Europa vive i suoi ultimi giorni. La Campagna d’Italia, che doveva essere un’astuta operazione di sfondamento della coalizione dell’Asse dal suo “ventre molle” meridionale, si trascina ormai da quasi due anni. Da un lato le quasi esauste truppe multinazionali del contingente alleato, dall’altra le ultime truppe germaniche asserragliate sui Monti Montello e Buffone, ultimi capisaldi trincerati della famigerata Linea Gotica. La luna di primavera risplende sulle acque del tranquillo fiume Panaro, nei pressi della piccola cittadina di Montese, quando il silenzio della notte viene interrotto da un inconfondibile rumore: i motori dei carri armati fermi sulla pianura iniziano a rombare all’unisono, pronti a scattare in avanti.

L’ordine è dato. L’assalto sta per avere inizio.

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Lo schieramento iniziale.

Lo scontro è, come era lecito immaginarsi, molto aspro. Il primo assalto corazzato degli alleati si infrange sul filo spinato che ricopre i pendii del Monte Buffone, non riuscendo a schiodare le guarnigioni tedesche dai loro bunker e subendo il pesante contrattacco di un piccolo raggruppamento di Panzer. I carristi tedeschi riescono a mantenere in piedi la prima linea difensiva, sacrificandosi valorosamente per dare il tempo alla fanteria e all’artiglieria d’appoggio di bersagliare i soldati alleati rimasti allo scoperto.

Dall’altra parte del fiume, però, le truppe della Forza di Spedizione Brasiliana impegnano le sparute formazioni di copertura tedesche che fanno di tutto per mantenere il controllo dei due ponti sul Panaro. I difensori, pur infliggendo pesanti perdite alle truppe d’assalto avversarie, sono costretti a soccombere di fronte alla superiorità numerica e ad una manovra di concentrazione del fuoco operata dal nemico: una valanga di carri armati e uomini attraversa così il fiume a tutta velocità, minacciando il fianco della linea difensiva.

Il comando tedesco esegue a questo punto un ardito contrattacco: le guarnigioni di prima linea ripiegano per unirsi alle forze di riserva che scendono dal Monte Montello e sbarrano con decisione il passo a quello che rimane della prima ondata d’attacco alleata. Una simile concentrazione di forze potrebbe segnare la fine dell’attacco alleato ma, alle prime luci dell’alba, un improvviso quanto provvidenziale intervento dell’aviazione coglie i Tedeschi di sorpresa, falciando la fanteria priva della protezione dei bunker. Gli ultimi carri armati alleati fanno piazza pulita dei pochi superstiti, mentre il resto dei difensori è costretto a battere in ritirata.

Resoconto un po’ romanzato di una splendida partita (vinta per sole cinque bandiere a quattro… e complimenti ai due ufficiali della Wehrmacht che mi hanno fatto sudare non poco!) a quello che io considero uno dei più interessanti sistemi di simulazione bellica: Memoir ’44. Attenzione, uso il termine “interessante” non “migliore” perchè – come i suoi tanti detrattori non si stancano mai di ripetere – Memoir non è certo privo di numerose “magagne”, dovute alla precisa scelta di privilegiare il dinamismo degli scontri a scapito della plausibilità storica.

Memoir ’44 suscita da sempre o grande amore o grande odio. Lo si accusa di essere troppo semplicistico, troppo legato alla casualità dei dadi, troppo caotico per il suo meccanismo delle carte comando.

Eppure, nonostante tutti questi difetti, io credo che i suoi critici non riescano a comprendere un semplice dato di fatto: Memoir non è altro che ciò che vuole essere, un gioco ad ambientazione bellica (ai limiti tra il boardgame e il wargame) veloce e “caciarone”. In questo riesce in maniera insuperabile.

Ciò che non si tiene sufficientemente in conto quando si parla di Memoir è che si tratta del titolo ideale per introdurre un neofita al mondo dei wargames. E’ veloce, drammatico, emozionante, evocativo. Coinvolge i giocatori mettendoli di fronte ad una gamma ben definita di scelte, tutte di immediata comprensione (mi conviene attaccare subito quella fanteria coi carri o ammorbidirla con un paio di turni di bombardamento?). Con le sue centinaia di scenari pubblicati nelle varie espansioni e sul sito della casa produttrice è incredibilmente completo, proponendosi come uno dei più esaustivi regolamenti simulativi della seconda guerra mondiale (un po’ come Advanced Squad Leader, con la piccola differenza che Memoir ’44 è giocabile anche senza farlo necessariamente diventare una propria ragione di vita…). Paradossalmente, ponendo l’accento sull’azione delle singole unità e non incoraggiando i comandanti a mantenere una linea di battaglia coesa, come invece giustamente deve fare il suo cugino “antico” Commands and Colors, dà ai giocatori un’estrema libertà d’azione nell’ambito di un set di regole molto intuitivo. E soprattutto permette di completare uno scenario in un’ora, talvolta anche meno, lasciandovi tempo di giocare a qualcos’altro, chiacchierare, cenare in allegria ripensando alle prodezze delle proprie truppe, prestare un po’ di attenzione alle rispettive consorti (se le avete) o – perchè no – provare un altro scenario (con buona pace delle consorti di cui sopra).

Insomma, non è perfetto ma è dannatamente divertente.

A quando la prossima partita?

Cronache di gioco giocato: Memoir ’44ultima modifica: 2010-11-02T22:38:00+00:00da sinclair_77
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