Dalla Normandia a Tobruk

Questa volta niente foto per il report, perchè il vostro caro blogger si era scordato la macchina fotografica a casa…

Ad ogni modo, foto o meno, grazie al caro Pier Paolo e alla sua signora (saluti dalla mia consorte!) abbiamo trascorso un altro pomeriggio molto proficuo dal punto di vista ludico (e non solo… grande quel tiramisù!). Ben due partite a Memoir ’44 e in due scenari radicalmente diversi – Omaha Beach e Battaglia di Tobruk – a ulteriore dimostrazione della dinamicità e della versatilità di questo grande gioco.

Nella prima, in una fredda mattinata di giugno del ’44, le ondate di soldati statunitensi si sono infrante sul Vallo Atlantico. Per la verità, questo benedetto Vallo non è che abbia tenuto più di tanto: anche se ai fianchi le difese tedesche hanno retto anche grazie all’efficace fuoco di sbarramento dell’artiglieria costiera, il centro della linea ha ceduto quasi subito di fronte alla preponderante superiorità numerica ed all’eccellente coordinamento sul campo degli alleati. Le case dell’entroterra sono state teatro di violenti scontri, passando di mano diverse volte, mentre singolarmente inefficace è stato il bombardamento navale di supporto. La situazione è rimasta incerta per diverse ore, fino ad un rapido colpo di mano operato da un distaccamento di fanteria accorso per tamponare lo sfondamento alleato. L’assalto ha colto di sorpresa i GI americani, tranciandone le linee di comunicazione e costringendoli ad attestarsi su di un limitato tratto di spiaggia in attesa dell’arrivo della seconda ondata.

Dopo questa vittoria marginale della Germania, siamo tornati indietro di qualche anno tra le sabbie roventi del deserto africano. Tobruk l’obiettivo dell’intera operazione, un segmento della linea britannica la zona sotto il nostro diretto comando. Chi vi scrive ha posto in atto l’ennesimo colpo di genio firmato Rommel, lanciandosi all’assalto delle retrovie dello schieramento britannico intento ad accerchiare le forze dell’Afrika Korps. Sulle prime la manovra non ha sorpreso il ben accorto comandante inglese che ha avuto la meglio nell’inevitabile duello tra carri armati, anche grazie alla perizia dei suoi meccanici che hanno rimesso in azione diversi mezzi ormai quasi inservibili. Le cose volgevano per il peggio, quando due plotoni di autoblindo Sd Kfz 232 si sono avventati alle spalle della fanteria del Commonwealth, dopo averne falcidiato le indifese batterie di artiglieria. Facendo affidamento più sulla velocità e sulla fortuna che sulle loro sottili corazzature, i piccoli veicoli tedeschi hanno inflitto un notevole numero di perdite e creato scompiglio nella catena di comando nemica, tanto da costringere il colonnello alleato a ordinare un ripiegamento generale verso una posizione più sicura. Anche qui una vittoria sofferta, dopo una rimonta rapidissima ma sempre a un passo dalla disfatta.

Tanto per cambiare, Memoir ’44 non è il massimo in quanto a credibilità storica (la manovra della fanteria tedesca in Normandia e l’efficacia delle autoblindo tedesche nel deserto sono senza dubbio delle piccole “forzature”…) e soprattutto sembra provare un perveso piacere nel frustrare i piani dei giocatori (mi fosse venuta UNA SOLA carta ordine al centro nella prima partita…). Tuttavia, si dimostra invariabilmente un titolo affidabile per passare un bel pomeriggio di gioco e soprattutto garantisce un’esperienza ludica sempre emozionante e tesa fino all’ultimo turno.

E scusate se è poco.

Dalla Normandia a Tobrukultima modifica: 2010-11-24T22:20:00+00:00da sinclair_77
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