Una dura lezione

E’ vero, si impara più da una sconfitta che da una vittoria. L’altra sera, con Gnotta, ne ho avuto l’ennesima conferma.

Procediamo ad una breve analisi tattica.

Scena: battaglia di Gettysburg, fianco sinistro dello schieramento nordista, 2 giugno 1863. L’occasione: prima prova sul campo a due giocatori del nuovo Battle Cry, peraltro con risultati nettamente positivi. Risultato: una netta sconfitta, dovuta onestamente non tanto alla sfortuna quanto ad alcuni miei chiari errori tattici. Purtroppo uno di questi è stato scordare la fotocamera a casa (accidenti a me, devo portarmela sempre dietro…), quindi dovrete affidarvi al mio semplice racconto.

La situazione è questa. Dopo aver perso l’occasione il giorno prima di conquistare le posizioni dominanti del campo, i sudisti sono costretti ad effettuare una lunga serie di assalti sui fianchi al fine di aggirare lo schieramento dell’Unione. Il più importante è quello che si svolge sul fianco sinistro e che impegnerà entrambi gli eserciti per tutto il secondo giorno.

Nella zona sono presenti tre obiettivi dei quali i sudisti devono impossessarsi a tutti i costi: il Peach Orchard, il Wheatfield e il Little Round Top (uso i nomi originali perchè si tratta di punti di riferimento ormai “canonizzati” nei testi americani e le traduzioni potrebbero fuorviare). Elemento interessante, questi tre obiettivi sono protetti rispettivamente da tre fattori tattici diversi (schieramento, posizione e condizioni del terreno): il Peach Orchard può contare sul concentramento al suo interno di un notevole numero di pezzi di artiglieria; il Wheatfield si trova alla fine di un lungo spiazzo scoperto che il nemico in carica è costretto ad attraversare il più rapidamente possibile; il Little Round Top è una collinetta accidentata difficile da scalare e soprattutto protetta dal Devil’s Den, un ammasso di rocce granitiche che costituisce una spina nel fianco di qualsiasi assalitore. Se vi paiono ostacoli facilmente superabili, anni fa sono stato di persona a Gettysburg e vi posso assicurare che immaginare un attacco in quelle condizioni fa venire i brividi lungo la schiena. A ripensarci, l’altra sera avrei dovuto tenere meglio a mente le impressioni di quel vecchio viaggio…

E’ chiaro che per un comandante concepire un semplice assalto frontale è un atto semplicemente criminale (non vi preoccupate, Lee farà di molto peggio il giorno dopo…). Di conseguenza, ho pensato di effettuare un doppio movimento, lanciando le truppe al centro verso sinistra nel tentativo di colpire il Peach Orchard e poi investire il Wheatfield e ordinando alla divisione di destra comandata dal generale Hood di avanzare sul Devil’s Den al fine di coprire l’avanzata sul Little Round Top. Il piano ha funzionato a metà, cosa che in queste condizioni rappresenta l’anticamera del disastro.

Le truppe del centro sono riuscite a danneggiare le batterie dell’artiglieria unionista, ma sono state letteralmente falciate dalle truppe nordiste che sparavano dalle zone boscose poste sul loro fianco. Hood è riuscito a conquistare l’ammasso di rocce, ma l’afflusso di rinforzi nordisti dalle loro riserve centrali ha reso di fatto impensabile una qualsiasi avanzata sul Little Round Top. Solo in un secondo momento ho avuto in mano delle carte avanzata sulla sinistra che mi hanno permesso di minacciare direttamente il Peach Orchard, anche se non in maniera convincente.

Che dire… Gli errori commessi sono stati essenzialmente due, ed entrambi al centro: avanzare troppo allo scoperto (ero abituato agli altri giochi della serie… Battle Cry ha – secondo me giustamente – una letalità spaventosa) e soprattutto avanzare troppo presto senza aver esercitato una pressione sufficiente ai fianchi dell’avversario e senza aver dato tempo all’artiglieria di “ammorbidire” la zona.

Insomma, sono stato avventato ed ho avuto fretta. E quindi sono stato punito. Ringrazio il Cielo che siano stati dei soldatini di plastica a impartirmi questa lezione e non degli uomini in carne e ossa, morti a migliaia per uno stupido errore.

PS: Consiglio cinematografico: Gettysburg, del 1993. Non è facile trovarlo, ma ne vale la pena: si tratta di un film realizzato con l’apporto di migliaia di re-enactors e recitato da alcuni dei migliori attori di Hollywood (Martin Sheen nella parte di Lee ha carisma da vendere, e Sam Elliott è un generale Buford che saresti disposto a seguire anche all’inferno…). Unico difetto, si concentra un po’ troppo solo su alcuni episodi della battaglia, lasciando un po’ nel vago il resto del confronto. Ad esempio, del secondo giorno solo l’azione sul Little Round Top viene mostrata direttamente, mentre ben poco si dice sugli attacchi al centro e alla destra dello schieramento dell’Unione. Rimane ugualmente una pietra miliare del suo genere, imperdibile per gli appassionati.

Una dura lezioneultima modifica: 2010-12-22T09:30:00+00:00da sinclair_77
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